Busta paga
Taglio cuneo fiscale 2026: come funziona in busta paga
Busta paga · · 5 min di lettura
Di Lorenzo Schiavone · sviluppatore del calcolatore · aggiornato il
Il taglio del cuneo fiscale 2026 non è più uno sconto sui contributi come nel 2022–2024: dal 2025 è una misura fiscale strutturale (Legge 207/2024, confermata dalla Legge di Bilancio 2026). Sotto i 20.000 € arriva come somma esente in busta paga, tra 20.000 e 40.000 € come ulteriore detrazione fino a 1.000 € l’anno. Vediamo per fasce quanto vale, a chi spetta e dove controllarlo sul cedolino.
Cos’è il cuneo fiscale (e cosa taglia davvero la misura)
Il cuneo fiscale è la differenza tra quanto costa un lavoratore all’azienda e quanto arriva netto in busta paga: dentro ci sono contributi INPS e imposte (IRPEF più addizionali regionali e comunali). Il “taglio” riduce questa differenza a favore del lavoratore, senza toccare il costo per l’azienda.
Dal 2025 il beneficio è fiscale: aggiunge una somma esente oppure riduce l’IRPEF. Non riduce l’aliquota contributiva né l’imponibile ordinario del salario. Il datore lo riconosce automaticamente in base al reddito presunto, con verifica al conguaglio.
Redditi fino a 20.000 €: il bonus esente
Con reddito complessivo fino a 20.000 € spetta una somma che non concorre al reddito IRPEF, calcolata sul reddito da lavoro dipendente. La percentuale dipende dal reddito da lavoro rapportato all’intero anno ed è applicata al reddito effettivamente percepito: non è un calcolo per scaglioni e non si applica direttamente alla RAL.
In busta paga compare con voci tipo “Bonus art. 1 c. 4 L. 207/24”. Il valore massimo è intorno ai 960 € l’anno per redditi vicini ai 20.000 €.
| Reddito da lavoro dipendente | Bonus esente | Esempio annuo |
|---|---|---|
| Fino a 8.500 € | 7,1% dell’intero reddito | 8.000 € → circa 568 € |
| Da 8.501 a 15.000 € | 5,3% dell’intero reddito | 15.000 € → circa 795 € |
| Da 15.001 a 20.000 € | 4,8% dell’intero reddito | 18.000 € → circa 864 € |
Redditi tra 20.000 e 40.000 €: l’ulteriore detrazione da 1.000 €
Per reddito complessivo superiore a 20.000 € e fino a 32.000 € la detrazione teorica è 1.000 € per l’intero anno. Oltre 32.000 € e fino a 40.000 € vale 1.000 × (40.000 − reddito) / 8.000. È rapportata al periodo di lavoro e utilizzabile fino alla capienza dell’IRPEF residua: 1.000 € non sono garantiti a ogni lavoratore.
Esempi: a 33.000 € spettano 875 €, a 36.000 € spettano 500 €, a 39.000 € solo 125 €. Oltre i 40.000 € nessun beneficio dal cuneo — ma resta il risparmio del secondo scaglione IRPEF al 33%, cumulabile.
| Reddito complessivo | Ulteriore detrazione annua |
|---|---|
| 20.001 – 32.000 € | 1.000 € (fissa) |
| 33.000 € | 875 € |
| 35.000 € | 625 € |
| 36.000 € | 500 € |
| 38.000 € | 250 € |
| 40.000 € o più | 0 € |
Dove si vede in busta paga e nel 730
La somma esente si aggiunge al netto in pagamento; non riduce l’imponibile del salario. L’ulteriore detrazione riduce l’IRPEF e compare tra le detrazioni del cedolino. La spettanza definitiva si verifica al conguaglio e in dichiarazione, con eventuale recupero o restituzione.
Occhio al cambio di fascia durante l’anno: aumenti o seconde entrate possono spostarti oltre una soglia e generare un conguaglio a debito. Se il reddito è incerto, si può chiedere al datore di non applicare il beneficio in busta e recuperarlo in dichiarazione. Le date e le proporzioni per i mesi lavorati sono in una guida dedicata, e il meccanismo del recupero in conguaglio fiscale 2026.
- Controlla la voce “Somma esente” o “Ulteriore detrazione” e il periodo di lavoro considerato; 83,33 € al mese è solo la media di 1.000 € su 12 mesi.
- Verifica l’aliquota contributiva del tuo profilo: il cuneo fiscale non riduce i contributi, che possono includere fondi oltre all’IVS.
- Verifica che l’IRPEF sopra i 28.000 € di imponibile sia calcolata al 33%, non più al 35%. Nel 2026 sono arrivate anche due imposte sostitutive sulle voci accessorie: aumenti da rinnovo contrattuale al 5% e notturno, festivo e turni al 15%.
Domande frequenti
Chi ha diritto al taglio del cuneo fiscale 2026? ▾
I lavoratori dipendenti (privati e pubblici, esclusi pensionati e assimilati) con reddito complessivo fino a 40.000 €. Fino a 20.000 € spetta il bonus esente, tra 20.001 e 40.000 € l’ulteriore detrazione fino a 1.000 €. Si applica automaticamente in busta paga.
Devo fare domanda per il cuneo fiscale? ▾
No. Il datore di lavoro lo applica automaticamente in base al reddito presunto annuo. Solo in casi particolari (reddito incerto, più rapporti di lavoro) può convenire chiederne la sospensione e recuperare il beneficio con il 730.
Il cuneo fiscale riduce i contributi INPS? ▾
No. Dal 2025 il beneficio aggiunge una somma esente al netto o riduce l’IRPEF tramite una detrazione. L’aliquota contributiva e l’imponibile ordinario del salario restano invariati per effetto di questa misura.
Cosa succede sopra i 40.000 € di reddito? ▾
Nessun beneficio dal cuneo. Resta però il risparmio strutturale del secondo scaglione IRPEF passato dal 35% al 33%, fino a 440 € l’anno per chi copre tutto lo scaglione 28.001–50.000 €.
Fonti e metodo
- Agenzia delle Entrate · circolare 4/E del 16 maggio 2025
- Agenzia delle Entrate · lavoro dipendente e trattamento integrativo
Guida informativa sulle regole 2026. Gli esempi sono stime annuali con le ipotesi indicate. La media per mensilità non riproduce il cedolino. Le aliquote comunali precedenti sono segnalate come stime.